Bonus ascensori: cosa cambia rispetto alle agevolazioni fiscali del 2025
Sommario
1. Cos’è il bonus ascensore 2025
2. Cosa cambia rispetto al bonus barriere architettoniche 2024
3. Interventi ammessi nel bonus 75 barriere architettoniche
4. Quando scade il bonus ascensore
5. Massimali bonus fiscale ascensore
6. Beneficiari del bonus per ascensore
7. Come ottenere le agevolazioni fiscali per l’installazione ascensore
8. Requisiti per la detrazione del 75%
9. Agevolazioni installazione ascensore nel 2026
Ultimo aggiornamento: gennaio 2026
Per come lo abbiamo conosciuto fino al 31 dicembre 2025, il bonus ascensori era una delle opportunità previste dal Governo per creare spazi sempre più accessibili e inclusivi usufruendo della detrazione del 75% sulle spese sostenute per l’installazione o la sostituzione di un impianto di elevazione.
Diciamo subito che a partire da gennaio 2026 questa misura fiscale non è più attiva. Pertanto, oggi la possibilità di installare un ascensore o una piattaforma elevatrice avvalendosi di agevolazioni tributarie può avvenire esclusivamente grazie a:
-
- bonus ristrutturazioni 2026 – prorogato in via definitiva dalla legge di Bilancio approvata il 30 dicembre 2025 -, che conferma la detrazione del 50% per le prime case e del 36% per la seconde case sugli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, inclusi i lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche aventi per oggetto gli impianti di elevazione;
- legge 104 che prevede contributi per l’installazione degli ascensori, offrendo importanti vantaggi fiscali per le persone disabili e le loro famiglie.
Se stai pensando di approfittarne e sei alla ricerca di informazioni, in questo articolo trovi una guida ricca di dettagli sul bonus fiscale ascensore per gli edifici residenziali e non nell’anno in corso con esplicito riferimento al 2025.
Continua a leggere per entrare nel vivo dell’argomento insieme a noi di ARE, esperti in impianti di elevazione a risparmio energetico.
Cos’è il bonus ascensore 2025
Il bonus ascensori 2024 è una misura fiscale che permetteva di ottenere una detrazione IRPEF pari al 75% sulle spese sostenute per installare o sostituire l’impianto di elevazione in edifici già esistenti adibiti ad abitazioni, luoghi di lavoro e di servizio.
Istituito dalla legge di bilancio 2022, prorogato dalla manovra 2023 e confermato dalla legge di bilancio 2024 che da quella 2025, fa parte del bonus barriere architettoniche e non rappresenta un’agevolazione a sé. Il suo obiettivo è creare ambienti sempre più funzionali e inclusivi rimuovendo gli ostacoli fisici che impediscono o riducono l’accesso a spazi e servizi.
Una disposizione pensata in primis per agevolare le persone con disabilità o limitata capacità motoria, spesso penalizzate da scale, scalini, strettoie, dislivelli, pendenze e divisori di vario genere.
Nello specifico, il bonus ascensore riguardava l’eliminazione di barriere architettoniche sotto forma di ostacoli verticali grazie a impianti di elevazione posti all’interno o all’esterno di fabbricati già esistenti nel rispetto di specifici requisiti. Non copriva solo l’installazione, ma anche la sostituzione dell’impianto con i relativi costi di smaltimento e di bonifica sia dei materiali che dell’elevatore preesistente.
Grazie a questo incentivo era quindi possibile abbattere il costo di un ascensore o il costo di una piattaforma elevatrice nel caso di un nuovo impianto o del cambio di quello preesistente.
Cosa cambia rispetto al bonus barriere architettoniche 2024
Per il bonus ascensore, la legge di bilancio 2025 aveva confermato le regole e i termini stabiliti dal bonus barriere architettoniche 2024 senza ulteriori modifiche o restrizioni dei criteri di accesso a questa agevolazione. In sostanza, nel 2025 restava tutto uguale.
Richiamato questo punto, soffermiamoci sugli interventi, le scadenze, i tetti di spesa e i requisiti del bonus ascensori 2025.
Interventi ammessi nel bonus 75 barriere architettoniche
Come abbiamo detto poco sopra, il bonus ascensore riguardava l’eliminazione di ostacoli verticali, ma che genere di interventi ammette? La risposta deriva dall’art. 119-ter del decreto legge 34/2020 (modificato dal DL 212/2023) dedicato alla “Detrazione per gli interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche” dove leggiamo che l’agevolazione è disponibile solo per:
- scale,
- rampe,
- ascensori,
- montascale,
- piattaforme elevatrici.
Una precisazione necessaria, dato che prima del 30 dicembre 2023 (data di entrata in vigore del DL 212/2023) l’applicazione del bonus barriere architettoniche riguardava anche lavori che esulavano dagli ostacoli verticali e dagli impianti di elevazione per comprendere infissi, pavimentazioni, servizi igienici, automazione degli impianti e così via. Nel 2025, come nel 2024, questo ampio ventaglio di interventi restava escluso dal bonus che si concentrava su ciò che era effettivamente utile per abbattere gli ostacoli verticali.
Quando scade il bonus ascensore
Come si deduce dalla nostra premessa, il termine ultimo per approfittare del cosiddetto bonus 75% era il 31 dicembre 2025 (legge 197/2022). Per essere ancora più specifici, la detrazione d’imposta si applicava alle spese sostenute tra il 1° gennaio 2022 e il 31 dicembre 2025 per l’installazione o la sostituzione di ascensori, piattaforme elevatrici e montascale, a fronte di pagamenti effettuati con bonifici parlanti.
Di seguito, riportiamo i tetti di spesa che erano previsti.
Massimali bonus fiscale ascensore
I massimali fissavano il limite massimo complessivo dei lavori detraibili e rappresentavano un importante vincolo del bonus per l’ascensore. Ecco i tetti di spesa del bonus barriere architettoniche 2025 su cui si calcolava l’agevolazione del 75%:
- 50.000 euro per abitazioni unifamiliari o unità abitative in edifici plurifamiliari indipendenti e provviste di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
- 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, per edifici costituiti da 2 a 8 unità immobiliari;
- 30.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio, per edifici costituiti da più di 8 unità immobiliari.
Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, però, il limite delle spese detraibili veniva “personalizzato” tenendo conto del numero di figli a carico e della presenza di figli disabili nel nucleo familiare.
Come accennato poco sopra, l’abbattimento dei costi pari al 75% avveniva in 10 anni grazie a 5 quote IRPEF annuali di pari importo. Bastava rientrare tra gli aventi diritto e rispettare i requisiti citati di seguito.
Beneficiari del bonus per ascensore
Il bonus ascensori 2025 era destinato a privati, aziende ed enti detentori di un immobile in cui installare o sostituire l’impianto di elevazione. In particolare:
- persone fisiche, lavoratori autonomi compresi;
- esercenti;
- professionisti;
- enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale;
- società semplici;
- associazioni tra professionisti;
- soggetti con reddito d’impresa.
Stando ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 444 del 2022, la detrazione riguardava anche gli immobili di imprese e società “non utilizzati direttamente ma dati in locazione” nella misura in cui l’impresa o la società in questione abbia sostenuto spese, rimaste a suo carico, per gli interventi agevolabili.
Nel caso del bonus ascensore condominio, dal 1° gennaio 2023 è necessario che la maggioranza dei partecipanti all’assemblea approvi i lavori in rappresentanza di almeno un terzo del valore millesimale dell’immobile. Il riferimento normativo al riguardo è la legge 197/2022 (art. 1, comma 365), la stessa che ha prorogato la validità della misura in questione. Entriamo nello specifico.
Come ottenere le agevolazioni fiscali per l’installazione ascensore
Per usufruire di questa agevolazione fiscale era necessario conservare gli scontrini e le fatture dei lavori sostenuti e pagati tramite bonifici parlanti.
Dopodiché, compilare la dichiarazione dei redditi nei campi relativi al bonus specificando una serie di dati, tra cui:
- l’anno in cui hai effettuato la spesa;
- i codici relativi alla detrazione del 75% per edifici unifamiliari (21) o condominiali (22);
- eventuali lavori su parti condominiali comuni;
- la rata che utilizzi;
- l’ammontare complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta;
- il numero progressivo e i dati dell’immobile in cui hai effettuato i lavori per l’installazione o la sostituzione dell’ascensore.
Va da sé che la condizione sine qua non per portare in detrazione i costi sostenuti era la conformità degli interventi ai requisiti previsti dalle normative in materia di barriere architettoniche. Passiamo proprio a questo approfondimento.
Requisiti per la detrazione del 75%

Non bastava installare un impianto di automazione qualsiasi per usufruire del bonus 75%, era necessario che l’ascensore rispettasse i seguenti standard validi per tutti gli edifici:
- porte di cabina e di piano a scorrimento automatico. In caso di adeguamento, la porta di piano potrà essere ad anta incernierata purché dotata di sistema per l’apertura automatica;
- tempo di apertura delle porte di almeno 8 secondi;
- tempo di chiusura delle porte non inferiore a 4 secondi;
- arresto ai piani con autolivellamento e tolleranza massima di più o meno 2 cm;
- stazionamento ai piani a porte chiuse;
- bottoniera interna ed esterna posta a un’altezza massima compresa tra 110 e 140 cm. In particolare, la bottoniera interna dovrà essere posizionata su una parete laterale ad almeno 35 cm dalla porta della cabina;
- dotazioni interne obbligatorie: campanello d’allarme, luce d’emergenza con autonomia minima di 3h, citofono posto ad altezza compresa tra 110 e 130 cm.
L’aspetto fondamentale dei requisiti del bonus ascensore mira a garantire la massima fruibilità da parte di persone su sedia a rotelle, disabili, non vedenti o ipovedenti. Ecco perché rivolge estrema attenzione alle dimensioni minime della cabina e del ripiano di fermata, nonché alle dotazioni idonee all’uso da parte di non vedenti, disabili o persone con problemi di mobilità. I requisiti però cambiano in funzione degli edifici a uso residenziale e non, di nuova edificazione o in fase di ristrutturazione.
Indichiamo di seguito le caratteristiche valide per gli immobili esistenti, dove non è possibile installare cabine di grandezza superiore, a titolo di requisiti di base:
- cabina di dimensioni minime di 1,20 m di profondità x 0,80 m di larghezza;
- porte di cabina con luce netta minima di 0,75 m posta sul lato corto;
- piattaforma minima di distribuzione anteriore alle porte della cabina di 1,40 x 1,40 m.
Importante: dal 30 dicembre 2023, il rispetto dei requisiti tecnici stabiliti dal dm 236/89 deve essere certificato tramite asseverazione rilasciata da un tecnico abilitato.
Agevolazioni installazione ascensore nel 2026
Decaduto il cosiddetto bonus 75%, è possibile usufruire di 2 agevolazioni fiscali per l’installazione o la sostituzione dell’ascensore: le riportiamo di seguito.
Bonus ristrutturazione 50%
Fino all’anno scorso, il bonus ristrutturazione prevedeva la detrazione del 50% solo per gli interventi sulle prime case effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025, con la previsione di abbassare la percentuale al 36% nel 2026 e 2027. In base a quanto accennato sopra, però, la legge di Bilancio 2026 ha prorogato per tutto il 2026 lo sconto fiscale del 50% per le abitazioni principali e del 36% per quelle secondarie rimandando al 2027 le riduzioni previste in precedenza. Ma non è tutto.
La misura di bilancio per il 2026 ha confermato anche il limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare detraibile nell’arco di 10 anni tramite altrettante quote irpef annuali di pari importo.
Di fatto, il bonus ristrutturazione comprende interventi di manutenzione ordinaria (escluse le singole unità) e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia in abitazioni e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Gli ascensori e le piattaforme elevatrici rientrano in questa agevolazione a vario titolo, ovvero come:
- interventi di manutenzione straordinaria in abitazioni singole;
- interventi su parti condominiali che servono all’uso e al godimento comune;
- lavori finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche realizzati sia sulle parti comuni che sulle singole unità immobiliari anche in assenza di persone con disabilità nell’unità immobiliare o nell’edificio oggetto di lavori.
Ma chi può usufruirne? Il bonus ristrutturazione non spetta solo ai proprietari degli immobili ristrutturati, ma anche ai titolari di diritti reali o personali su di essi e che ne sostengono le relative spese. In caso di vendita dell’immobile oggetto di bonus ristrutturazione, il futuro acquirente ha diritto all’agevolazione ottenuta a patto che vengano rispettate una serie di clausole: stipula e registrazione del compromesso tra le parti entro la data di presentazione della denuncia dei redditi in cui si fa valere la detrazione; inserimento del futuro acquirente nel possesso dell’immobile con esecuzione dei lavori a suo carico.
Legge 104
La legge 104, risalente al 5 febbraio 1992, riguarda molti ambiti d’interesse e disciplina diverse forme di sostegno, permessi e sgravi fiscali. Tra questi rientra anche l’acquisto di ascensori e piattaforme elevatrici con l’iva agevolata al 4% per permettere ai soggetti con ridotte o impedite capacità motorie di superare qualsiasi elemento che ostacoli l’uso, l’accesso o lo spostamento a luoghi o servizi (fonte Agenzia delle entrate).
Anche in questo caso, quindi, l’eliminazione delle barriere architettoniche costituisce il nesso tra la normativa e la possibilità di acquistare un impianto di elevazione con uno sgravio fiscale. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone con difficoltà motorie riconosciute da un certificato d’invalidità funzionale permanente. Per scoprire tutti i dettagli, vai all’articolo dedicato alle agevolazioni ascensore con la legge 104.
Merita ricordare che queste due misure fiscali non sono cumulabili e non è più possibile usufruire della cessione del credito o dello sconto in fattura. Per approfondimenti, riportiamo di seguito alcune normative d’interesse.
Riferimenti legislativi bonus barriere architettoniche
- Legge di bilancio 2022 (n° 234/2021, art. 1, comma 42) che ha introdotto il bonus barriere architettoniche.
- Legge di bilancio 2023 (n° 197/2022, art. 1, comma 365) che ha prorogato la durata della detrazione al 75% fino al 31 dicembre 2025 per interventi mirati all’eliminazione delle barriere architettoniche in edifici già esistenti.
- Legge di bilancio 2024 (n° 213/2023) che conferma la misura come aiuto ai disabili.
- Legge di bilancio 2025 che conferma il bonus barriere architettoniche come stabilito nel 2024.
- Decreto ministeriale del 14 giugno 1989, n° 236 che stabilisce le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.
- Legge 104/1992 per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone disabili.
Il tuo nuovo elevatore con ARE

Che si tratti di un ascensore o piattaforma elevatrice da installare o sostituire nel tuo ambiente, in questo articolo ti abbiamo fornito una guida dettagliata se decidi di avvalerti del bonus barriere architettoniche. Una scelta importante, capace di migliorare la funzionalità e l’accessibilità dei tuoi spazi. Ma non è tutto: rivolgendoti ad ARE puoi usufruire di tutti i vantaggi degli ascensori elettrici a elevata efficienza energetica. Scopri i nostri prodotti di punta!
- Mangusta è una piattaforma elevatrice a batteria molto versatile e flessibile. Ideale in situazioni con limiti di spazio;
- Miniwatt è una piattaforma elevatrice a batteria senza cabina, ideale per piccoli spazi, mansarde e soffitte con una spiccata componente estetica e di design;
- Zen-0 è un ascensore elettrico auto rigenerativo a batteria, che permette una gestione intelligente dell’energia grazie al brevetto “Smart power”.
Contattaci: sapremo consigliarti il nostro rivenditore di zona per trovare la soluzione più adatta alle tue necessità.
Questo articolo ha esclusivo scopo informativo e divulgativo, pertanto non intende sostituire il parere di un legale. Le normative possono variare nel tempo: consigliamo di verificare sempre le informazioni presso fonti ufficiali o di consultare un professionista qualificato per ricevere indicazioni aggiornate e specifiche al proprio caso.